La nostra missione

Come possiamo pretendere che a un animale, piuttosto che a una pianta, siano dedicate le stesse attenzioni che si prestano agli uomini se consideriamo il valore della vita umana come superiore a quello di un insetto, di un uccello, o di un pesce? 

 

La maggior parte degli uomini crede infatti che una forma di vita meriti di essere tanto più protetta quanto più assomiglia agli esseri umani. Se per giunta un animale ci spaventa, ci sentiamo autorizzati ad eliminarlo dalla faccia del pianeta e ad allontanare, con lui, il motivo dei nostri timori.

 

Gli squali sono gli animali che per antonomasia incarnano le nostre paure più ancestrali: appartengono ad un ambiente che non è il nostro, possono aggredirci da dove non li vediamo arrivare e, cosa ben peggiore, sono dotati di tutti gli strumenti necessari per divorarci. Nel nostro inconscio è ben radicata l’immagine di una bocca spalancata con grandi denti affilati che sembra non aspettare altro che azzannarci non appena metteremo piede in acqua. 

La televisione, la carta stampata e il cinema degli ultimi trent’anni hanno fatto un ottimo lavoro su di noi, insegnandoci ad avere paura e a disprezzare questi grandi predatori, dipingendoli come feroci, aggressivi, semplici macchine senza cervello mosse dal solo istinto di nutrirsi. Ma la verità è ben diversa. Mi sono immerso con loro centinaia di volte, collaboro con ricercatori, documentaristi e subacquei professionisti che lo fanno da una vita, rimanendo ogni volta più affascinati dalla complessità dei comportamenti e dall’aspetto possente di questi animali; caratteristiche che quasi stridono con il loro carattere timido e sfuggente.

 

Oscar Wilde una volta disse: “Il pubblico ha un'insaziabile curiosità di conoscere ogni cosa eccetto quelle che meritano di essere conosciute”. Niente di più vero quando si parli di squali: tutti sanno che gli squali occasionalmente uccidono l’uomo, ma pochi si preoccupano di sapere che, ogni anno, per ogni uomo ucciso da uno squalo circa 20 milioni di squali vengono uccisi dall’uomo. Nel minuto necessario a leggere queste poche righe, circa 150 esemplari sono stati pescati, privati delle pinne e ributtati a mare, probabilmente ancora vivi. Il motivo è tanto semplice quanto squallido: quello delle pinne di squalo - che vengono vendute ad un prezzo di circa 400$ al kg - è uno dei mercati più floridi e redditizi del pianeta.

 

L'obbiettivo che si pone la SharkSchool è quello di sensibilizzare quante più persone possibili al tema della salvaguardia degli squali, mettendone in luce la reale natura. Ciò può solo essere fatto attraverso una conoscenza profonda di questi animali ed un'attenta opera di sensibilizzazione.

 

Se non si porrà un freno allo sterminio di questi animali, nell’arco di un paio di decenni gli squali scompariranno del tutto dagli oceani e l’equilibrio dell’intero ecosistema marino e terrestre ne sarà completamente sconvolto. Un piccolo gesto da parte di ciascuno di noi può fare la differenza ed impedire che ciò accada: a te la scelta, se dare il tuo contributo o meno. Qualunque cosa tu decida senza la spinta della paura, quella sarà la decisione giusta.